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Una comune passione per la chiesa
di S.E. Mons. Cataldo Naro
Con la mia nuova lettera pastorale
ho voluto invitare tutti – sacerdoti e laici – nella nostra arcidiocesi
a vivere una vera e comune passione per la nostra Chiesa diocesana, la
sua missione evangelizzatrice e la sua testimonianza d’unità. E, perciò,
ho voluto ricordare principalmente tre cose.
La prima e la più importante è che la Chiesa è il luogo dell’incontro
con Dio, è il segno attraverso cui Egli si comunica agli uomini lungo la
storia. Se non fosse questo, sarebbe una grande impostura. Ricordo
sempre una pagina di don Divo Barsotti: «Quanti sono sinceramente
impegnati in un servizio, devoti alla Chiesa, e non conoscono Dio! È il
presupposto del quale non si parla. Io per me voglio soprattutto e prima
di ogni altra cosa vivere il mio rapporto con te, o Signore. Voglio che
la mia vita sia comunione di amore vivo, sofferto, personale. Voglio che
tu e tu solo, sia tutto per me. Non mi dice nulla la Chiesa se non mi
rivela il tuo volto, se non è il luogo dove io ti incontro. La Chiesa è
soltanto un inganno pietoso per me se sostituisce la tua presenza. Nella
paurosa solitudine dell’uomo che non conosce più Dio è la pietosa ma
bugiarda promessa di una protezione e di una salvezza che assolutamente
non c’è se la Chiesa non è il segno di te» (L’attesa, SEI, Torino 1995,
pp. 75-76).
La seconda è che la Chiesa locale, in comunione con le altre Chiese
locali, nella sinfonia della Chiesa universale, è propriamente la Chiesa
diocesana. In essa c’è il vescovo, unito al collegio episcopale che
succede, in continuità storica, al collegio degli apostoli. C’è il
presbiterio che lo collabora nel ministero. C’è il popolo di Dio nella
varietà dei suoi membri e dei carismi che lo Spirito suscita in esso.
C’è l’eucaristia e ci sono gli altri sacramenti. C’è quella completezza
della vita ecclesiale che non c’è nella singola parrocchia che si
colloca, quale sua porzione, nella Chiesa locale.
La terza è che tutti i battezzati partecipiamo della missione stessa del
Figlio di Dio fattosi uomo per noi, quella stessa missione che gli ha
affidato il Padre. Collaborano al compimento della missione di Cristo
non solo quanti esercitano un qualche servizio nella parrocchia ma tutti
i fedeli che sentono il loro legame col Signore e la loro appartenenza
alla Chiesa. Ogni nostro lavoro, ogni nostro impegno, ogni nostra
sofferenza, ogni nostra preghiera è partecipazione alla missione
redentrice di Cristo. Se siamo una sola cosa con Cristo, non possiamo
non condividere la sua missione di salvezza. E non possiamo non
condividerla con tutta la nostra vita
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