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Ottobre - Novembre 2005

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Una comune passione per la chiesa
di S.E. Mons. Cataldo Naro 

Con la mia nuova lettera pastorale ho voluto invitare tutti – sacerdoti e laici – nella nostra arcidiocesi a vivere una vera e comune passione per la nostra Chiesa diocesana, la sua missione evangelizzatrice e la sua testimonianza d’unità. E, perciò, ho voluto ricordare principalmente tre cose.
La prima e la più importante è che la Chiesa è il luogo dell’incontro con Dio, è il segno attraverso cui Egli si comunica agli uomini lungo la storia. Se non fosse questo, sarebbe una grande impostura. Ricordo sempre una pagina di don Divo Barsotti: «Quanti sono sinceramente impegnati in un servizio, devoti alla Chiesa, e non conoscono Dio! È il presupposto del quale non si parla. Io per me voglio soprattutto e prima di ogni altra cosa vivere il mio rapporto con te, o Signore. Voglio che la mia vita sia comunione di amore vivo, sofferto, personale. Voglio che tu e tu solo, sia tutto per me. Non mi dice nulla la Chiesa se non mi rivela il tuo volto, se non è il luogo dove io ti incontro. La Chiesa è soltanto un inganno pietoso per me se sostituisce la tua presenza. Nella paurosa solitudine dell’uomo che non conosce più Dio è la pietosa ma bugiarda promessa di una protezione e di una salvezza che assolutamente non c’è se la Chiesa non è il segno di te» (L’attesa, SEI, Torino 1995, pp. 75-76).
La seconda è che la Chiesa locale, in comunione con le altre Chiese locali, nella sinfonia della Chiesa universale, è propriamente la Chiesa diocesana. In essa c’è il vescovo, unito al collegio episcopale che succede, in continuità storica, al collegio degli apostoli. C’è il presbiterio che lo collabora nel ministero. C’è il popolo di Dio nella varietà dei suoi membri e dei carismi che lo Spirito suscita in esso. C’è l’eucaristia e ci sono gli altri sacramenti. C’è quella completezza della vita ecclesiale che non c’è nella singola parrocchia che si colloca, quale sua porzione, nella Chiesa locale.
La terza è che tutti i battezzati partecipiamo della missione stessa del Figlio di Dio fattosi uomo per noi, quella stessa missione che gli ha affidato il Padre. Collaborano al compimento della missione di Cristo non solo quanti esercitano un qualche servizio nella parrocchia ma tutti i fedeli che sentono il loro legame col Signore e la loro appartenenza alla Chiesa. Ogni nostro lavoro, ogni nostro impegno, ogni nostra sofferenza, ogni nostra preghiera è partecipazione alla missione redentrice di Cristo. Se siamo una sola cosa con Cristo, non possiamo non condividere la sua missione di salvezza. E non possiamo non condividerla con tutta la nostra vita

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