Pasqua,
il passaggio del Signore che fa nuove le cose
S.E. Mons. Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale
La definizione della Pasqua come “passaggio del Signore” risale al libro
dell’Esodo (12,11)In essa è forse possibile rinvenire il ricordo di
precedenti antichi riti religiosi, legati all’uso pastorale della
transumanza, riletti però alla luce dell’evento storico dell’esodo degli
antichi ebrei dall’Egitto. La Pasqua celebrava il passaggio salvifico
del Signore per le case degli ebrei prima di mettersi alla loro testa e
guidarne la marcia dal paese della schiavitù alla terra promessa della
libertà. «Notte mirabile», canta l’autore sacro, «fu quella per il
Signore, quando li trasse dall’Egitto. I figli di Israele ne celebrarono
il memoriale in tutte le loro generazioni» (ivi, 42).
Questa stessa idea del passaggio del Signore, apportatore di vita nuova,
si è conservata nella rilettura cristiana della Pasqua alla luce del
mistero del transito di Gesù Cristo dall’ignominia della morte di croce
alla gloria della Resurrezione. Anche in questo caso è sempre Dio che
mediante il suo Cristo precede e guida il rinnovamento dei suoi figli
disponendoli, dopo essere passati attraverso il mistero della passione e
morte di lui, alla partecipazione al mistero glorioso della sua
Risurrezione.
Il rinnovamento pasquale è pertanto il frutto dei meriti del Figlio di
Dio fatto uomo, morto e risorto per amore degli uomini, che l’amore
misericordioso di Dio Padre riversa sui credenti, per l’azione dello
Spirito santo operante nel mistero della santa Liturgia.
L’augurio di buona Pasqua che, con letizia fiorisce dal cuore e sulle
labbra dei cristiani è, nel suo più autentico significato, l’augurio di
un rinnovamento profondo dell’esistenza credente. Un rinnovamento
fondato sulla fede in Cristo Risorto, che la speranza in Lui e nei beni
spirituali da lui promessi rende saldo e convincente, e l’esperienza
dell’amore di Dio riscalda di affetto.
È questo, in ogni caso, l’augurio pasquale che io intendo far mio, con
tutto il cuore, per tutti i miei cari fratelli e sorelle
dell’Arcidiocesi di Monreale. Un augurio di rinnovamento profondo e
verace che si traduca con la naturalezza della fede nella vita d’ogni
giorno: nelle scelte, cioè, e nello stile dei rapporti.
E la Vergine Maria, che nei giorni della Passione del Signore abbiamo
contemplato addolorata e dignitosamente serena ai piedi della Croce del
Figlio suo, accanto alle pie donne e al discepolo che Gesù amava, non ci
faccia mancare la sua incoraggiante carezza di Madre. Sia anche per noi
Madre Maria, come lo fu per quelle donne e per quel discepolo coraggiosi
e fedeli: anche per noi che, sebbene peccatori, poco coraggiosi e troppo
poco fedeli, non abbiamo tuttavia rinunziato al sogno di diventare una
buona volta discepoli veri di Gesù.
SACRAMENTUM CARITATIS
Esortazione apostolica di S.S. Benedetto XVI
di don Antonino Dolce
Dagli Uffici di Curia
Altofonte inneggia alla vita! di Giovanna
Inchiappa
Dalle parrocchie di Corleone
- di sr. Gemma Dispenza
Diario di un
pellegrinaggio
- di Maria Pia Campanella
Facciamo festa
e mettiamoci in marcia…:
Incontri di
vicariato in preparazione a “Giovaninmarcia 1 maggio 2007 - Camporeale"
ALTOFONTE INNEGGIA ALLA VITA!
La sera del 3 febbraio 2007 si e’ svolta ad Altofonte una fiaccolata per
la vita che ha visto scendere in piazza circa 400 persone di tutte le
età. Il corteo si apriva con sei striscioni che riassumevano i messaggi
della manifestazione: “La vita è un dono che bisogna custodire”, “chi
ama la vita la mette al servizio degli altri” e per dire NO all’aborto,
alla droga e all’eutanasia e a tutto ciò che minaccia la vita.
La manifestazione ha avuto carattere interparrocchiale, con la
partecipazione dei tre parroci della comunità, don Antonino La Versa
arciprete, don Giuseppe Spera parroco di Sacra Famiglia e don Giuseppe
Licciardi parroco di S. Giuseppe. Fra gli altri partecipanti vi era il
sindaco di Altofonte con alcuni membri del consiglio e della giunta
comunale, l’ACLI locale, l’associazione 3° Millennio, don Nicola Di
Lorenzo, parroco di Pioppo, i rovers del gruppo Monreale 1° degli Scout
S. Benedetto, una rappresentanza della Milizia dell’Immacolata di
Palermo e tanti fedeli della comunità di Altofonte, ai quali è stato
dato un volantino che riportava il messaggio dei vescovi italiani per la
giornata della vita 2007.
Il corteo è partito dalla chiesa madre S. Maria di Altofonte, e ha
attraversato il corso principale del paese facendo tre momenti di
riflessione su:
- l’ aborto, abominio che non riguarda solo chi lo commette, ma peccato
sociale che grava sulla coscienza dell’intera società.
- I giovani, oggi troppo spesso abbandonati a se stessi: essi sono il
futuro, la speranza della nostra società, e come tali vanno seguiti,
amati, incoraggiati. Hanno il diritto di crescere in un clima di fiducia
nei confronti della vita, hanno bisogno di figure presenti, capaci di
trasmettere tutto ciò, punti di riferimento certi mentre avanza il
relativismo.
- L’eutanasia, pratica del suicidio assistito spinta da un sentimento di
finta pietà, che rischiamo di vederci legalizzata da un giorno
all’altro.
Alle riflessioni si alternavano preghiere di riparazione, di
intercessione e canti.
Il corteo si è concluso nella piazza del paese con un intervento di
Giovanni Graffeo, consigliere regionale della Milizia dell’ Immacolata,
seguito da un canto-preghiera sulla famiglia e la benedizione dei
partecipanti impartita dall’arciprete don La Versa. Infine sulle note di
una celebre canzone “Quando i bambini fanno oh” si è conclusa la serata
con una gioiosa distribuizione di caramelle e lancio di palloncini
colorati al grido unanime: “VIVA LA VITA!”.
La realizzazione di questa iniziativa è stata veramente difficile, come
in tutte le cose importanti, i problemi sono stati tanti e a volte ci
siamo chiesti “CHI” e per cosa ci stessimo “impelagando” in essa. Ma la
risposta era sempre la stessa: rispondere concretamente alla chiamata di
Cristo Risorto che oggi più che mai ha bisogno di laici impegnati,
“testimoni credibili”, “pietre vive” necessarie per l’edificazione della
Sua Chiesa!
Giovanna Inchiappa
***
Dalle parrocchie di Corleone
Tutti x 1 e 1 x tutti! - Missione ragazzi
Le parrocchie di S. Martino, S. Leoluca, M. SS. Delle Grazie, S. Maria
della Comunità ecclesiale di Corleone, dal 3 all’11 Marzo hanno vissuto
l’esperienza della Missione Ragazzi, un’iniziativa missionaria promossa
dalle Sorelle Francescane del Vangelo, nell’ambito della nuova
Evangelizzazione .
Essa trova accoglienza nelle Parrocchie che desiderano porre attenzione
alla Pastorale Familiare e all’intera comunità parrocchiale.
L’obiettivo è quello di :
- aiutare la comunità a scoprire i ragazzi come soggetto di
evangelizzazione rendendo essi stessi protagonisti dell’annuncio e non
solo destinatari;
- raggiungere le famiglie dei ragazzi, non attraverso le visite casa per
casa, ma tramite la sensibilizzazione dei loro figli;
- quello di creare vie nuove perché l’incontro dei ragazzi con il
Signore divenga il senso della loro vita;
- quello di far entrare in dialogo le tre realtà che ruotano attorno
alla vita del ragazzo: famiglia, scuola, Parrocchia, promuovendo una
solidarietà educativa.
Dopo alcuni mesi di preparazione,che ha coinvolto in modo attivo tutte
le realtà del paese, particolarmente i Sacerdoti, i catechisti, gli
insegnanti di religione, si è dato inizio sabato 3 marzo con la
concelebrazione Eucaristica di apertura presieduta dal Vicario Generale
della diocesi di Monreale Mons. Antonino Dolce, durante la quale ha
conferito il mandato missionario ai religiosi presenti sul territorio (
Sorelle Francescane del Vangelo e Frati Minori Rinnovati ) e ai
catechisti delle 5 Parrocchie.
Al termine come “segno missionario” sono state consegnate ai ragazzi
presenti le bisacce con lo slogan e il logo della Missione.
L’icona evangelica scelta è stata quella del Buon Samaritano dalla quale
sono scaturite le riflessioni per il “BUONGIORNO INSIEME” incontro del
mattino con i ragazzi prima della scuola e nei pomeriggi durante gli
incontri nelle Parrocchie.
La giornata missionaria iniziava alle 7.45 per i ragazzi della scuola
media e alle 8.00 per quelli della scuola elementare, per un momento di
ascolto animato da canti, dall’inno della Missione composto per
l’occasione e da una “virtù” da vivere durante la giornata.
Le mattinate sono state dedicate all’incontro con i ragazzi a scuola (
materna, elementare, media ) durante il quale i ragazzi ci hanno
mostrato i lavori realizzati in preparazione alla Missione insieme agli
insegnanti di religione.
Tra le iniziative svolte durante la settimana sono da evidenziare:
- CONFRATERNITE IN …MISSIONE animazione della domenica pomeriggio 4
marzo presso la Villa del paese a cura delle Confraternite, con giochi,
assaggi, divertimenti realizzati per i ragazzi
- AZIONE MISSIONARIA che consisteva nella visita a tutte le famiglie del
paese fatta dai ragazzi accompagnati dai catechisti, animatori, mamme di
“buona volontà” svoltasi nei pomeriggi di martedì e mercoledì; ad ogni
famiglia è stato consegnato un depliant con la spiegazione dell’icona
del Buon Samaritano
- 2 serate con i genitori accompagnati dai propri figli nelle parrocchie
di appartenenza. Le tematiche sviluppate hanno fatto riferimento: la
prima serata a una rilettura della parabola nell’ambito familiare; la
seconda serata i presenti si sono confrontati sull’importanza e sulla
riscoperta del ruolo educativo nella famiglia.
- Serata interparrocchiale delle famiglie presso il Salone Papa
Giovanni; la serata è stata pensata come momento di fraternità, con
canti di animazione, visione di un power point di alcune foto fatte
durante la Missione messaggio alle famiglie
- Concelebrazione di chiusura della Missione presieduta dal Vescovo S.
Ecc.za Mons. Salvatore di Cristina.
Sono stati giorni fantastici, molto vissuti, partecipati nella gioia,
nel sacrificio, con disponibilità e generosità, dove ognuno ha dato il
meglio di sé.
La Missione ha coinvolto quasi la totalità dei ragazzi del paese ( circa
un migliaio ) e moltissimi genitori. E’ stata un’occasione di grazia che
ha aiutato tutti e ciascuno a prendere maggiore consapevolezza che per
annunciare la Parola del Signore non occorre andare nei paesi lontani,
ma anche il nostro paese ha bisogno di “piccoli missionari” che con la
loro semplicità si fanno portatori della BUONA NOTIZIA.
Adesso la Missione continua e siamo certi che andrà avanti perché sui
bambini e sui ragazzi ci puoi contare!
Sorella Gemma Dispenza
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Diario di un pellegrinaggio
Ogni cinque anni i Vescovi di tutto il mondo incontrano il Vescovo di
Roma, il Successore di Pietro, colui che ha il compito di confermare i
fratelli nella fede. E’ la cosiddetta visita ad limina apostolorum.. Dal
26 al 31 marzo è toccato ai Vescovi della Sicilia, che accompagnati da
numerosi fedeli provenienti da tutta l’isola, si recati in
pellegrinaggio sulla tomba dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Anche
dall’arcidiocesi di Monreale un folto gruppo di pellegrini ha
accompagnato per permettere il proprio Pastore.
I momenti salienti del pellegrinaggio sono stati: mercoledì 28 nella
mattina, l’udienza generale in piazza S. Pietro, la successiva
concelebrazione eucaristica in basilica di S. Pietro, giovedì 29 nel
pomeriggio, la celebrazione eucaristica nella basilica di S. Maria
Maggiore e giovedì sera l’incontro con l’Arcivescovo mons. Salvatore Di
Cristina.
La mattina di mercoledì 28 siamo andati in piazza S. Pietro dove ci
siamo sistemati vicino le transenne per vedere passare il Papa. Quando
Benedetto XVI è giunto, salutando a bordo dell’auto, tutti i pellegrini
lo abbiamo accolto con gioia.
Iniziata la consueta catechesi del mercoledì il Papa si è fermato su S.
Ireneo di Lione, vescovo, del secondo secolo, che parlando della
Tradizione apostolica ne individuava le caratteristiche ne fatto di
essere pubblica e non privata o segreta, unica e pneumatica, cioè
guidata dallo Spirito Santo.
Questo primo appuntamento ci ha dato una profonda serenità e una più
ampia consapevolezza dell’essere Chiesa radunata, con i vescovi e i
presbiteri, attorno al successore di Pietro e in cammino nel mondo.
Terminata l’udienza ha avuto luogo in S. Pietro la concelebrazione
eucaristica dei nostri vescovi e sacerdoti presenti.
Nell’omelia Romeo, Arcivescovo di Palermo che ha presieduto l’Eucarestia
ha detto che da Pietro in poi la Chiesa cresce in modo misterioso,
condotta dal suo Signore. Noi come membra della Chiesa siamo pellegrini
su questa terra. “Dio ci manda alle persone concrete, perché dal nostro
incontro e con la nostra parola ricevano la salvezza.”.
Un altro passaggio che l’arcivescovo ha sottolineato è stato quello del
paralitico che si rivolge agli apostoli. Anche oggi ci sono tanti
paralitici incapaci di aprirsi agli orizzonti di Dio. Persone
paralizzate da paure, peccati, errori anche involontari, ferite
ricevute. Occorre esortare anche oggi con: Alzati e cammina, invitare ad
non avere paura. Occorre aiutare l’uomo a liberarsi da queste catene,
dal peccato ed intraprendere un cammino di conversione verso la luce
di Cristo risorto, che sostiene mente e volontà.
Il terzo incontro l’indomani nella Basilica di Santo Maria Maggiore è
stata la concelebrazione in occasione anche del 25°, 50° e 60°
anniversario di sacerdozio di alcuni dei presbiteri presenti. Ha
presieduto l’Eucaristia ancora mons. Paolo Romeo, mentre l’omelia è
stata fatta dal neo-eletto vescovo di Mazara del Vallo, mons. Mogavero
che ha parlato del mistero della croce a cui Gesù si è assoggettato con
profonda umiltà incarnandosi, affrontando non solo la sofferenza ma
anche la morte. Inoltre ai piedi della Croce a Maria viene annunciata
una nuova maternità in Giovanni: «Donna ecco tuo figlio». Maria
ridiventa Madre e compie la volontà del Padre manifestata dalla parola
crocifiggente del Crocifisso.
L’ultimo evento importante è stato l’incontro in albergo con
l’Arcivescovo Mons. Di Cristina, che dopo avere ascoltato le risonanze
dei pellegrini si è fermato a cena con noi.
Dai discorsi che si sono intrecciati durante il viaggio di ritorno è
emerso che questo pellegrinaggio ha riconfermato la fede in tutti i
partecipanti.
Per molti dei pellegrini era la prima volta che visitavano i luoghi dove
gli apostoli Pietro e Paolo hanno evangelizzato e hanno subito il
martirio. Per la maggioranza inoltre è stata la prima udienza generale
vissuta a piazza S. Pietro.
Tutti hanno detto di tornare a casa arricchiti da questa nuova
esperienza. Il diacono La Fata, in particolare, ha dichiarato che
partecipando al pellegrinaggio ha voluto rispondere all’invito del suo
vescovo e, soprattutto, riconfermare la propria fede.
Il viaggio si è svolto secondo il programma. E’ stato possibile visitare
altri luoghi, come la Scala Santa, Santa Croce in Gerusalemme, la
basilica di S. Giovanni in Laterano e quella di S. Paolo fuori delle
mura.
Vogliamo coglier l’occasione per ringraziare il Vicario Generale Mons.
Antonino Dolce e mons. Salvatore Salvia che hanno contribuito con le
loro spiegazioni a rendere il pellegrinaggio gradevole sotto tutti gli
aspetti.
Maria Pia Campanella
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Facciamo festa e mettiamoci in marcia…
Incontri di vicariato in preparazione a “Giovaninmarcia 1 maggio 2007 -
Camporeale”
Vicariato di Carini e Partinico
C'è un certo movimento di giovani questa sera nella piazza di Partinico;
non che negli altri giorni non ce ne sia, ma questo movimento ti accorgi
subito che è diverso. Te ne accorgi dagli occhi sprizzanti gioia, dai
sorrisi aperti, dalle voci fresche e gioiose; te ne accorgi per quella
croce di legno, portata da un giovane, che sovrasta le nostre teste,
quasi a proteggerci. Proveniamo da due vicariati, quello di Partinico e
quello di Carini, questa sera abbiamo un motivo per essere qui: abbiamo
accettato l'invito di un Amico, e quando sei tra amici non puoi che
essere felice.
Tra questi ragazzi, radunati sui gradini della chiesa madre con chitarre
ed allegria, c'è qualcuno che.... tanto giovane non è , ma che fai
fatica a distinguere dagli altri, perchè la sua vitalità,la sua
energia (la noti dagli occhi) è pari alla nostra, non fosse per quella
"nota di colore" sul capo... (il termine esatto è zucchetto) bhè diresti
che è proprio uno di noi!!!!!! Avrete capito che sto parlando
del nostro Vescovo, Mons. Salvatore Di Cristina, venuto a tenerci
compagnia, insieme a tanti parroci, venuti lì a continuare la loro
missione di guide. Un atteggiamento così cordiale, amichevole ti
stupisce un pò da parte di un vescovo, che magari sei portato a
considerare come una persona lontana da te, e lo stupore aumenta quando
sorridendo ti apostrofa con un "allora siamo qui per cosa? per cosa
marciamo?" e tu pensi "bella domanda?!?". Di solito il marciare è
riferito all'incedere dei soldati, di coloro i quali obbediscono ad una
regola..... Bhè noi (stasera) siamo i soldati di Cristo ed obbediamo
alla regola dell'Amore..... Per questo marciamo!!!!
La nostra marcia si snoda per la piazza di Partinico, con canti e
preghiere; ognuno di noi porta una
candela, simbolo di luce, quella vera, e simbolo dell'impegno che ci
assumiamo di diffondere questa luce.
Nostra meta è la chiesa SS. Salvatore, dove il vescovo comincia a
parlarci, o meglio, a parlare al
nostro cuore, facendo un discorso che ci coinvolge da vicino: parla di
noi, parla di speranza, d'amore, di donarsi, e parla di sogni. Noi
giovani ne facciamo tanti per la nostra vita, e lui ci invita proprio a
continuare a sognare per cambiare il mondo, per contagiarlo d'amore.
E ci porta come esempio Colui che è stato "il Sognatore per eccellenza",
Gesù, donatosi a noi per Amore; d'altronde "Nessuno ha amore più grande
di questo; dare la vita per i propri amici".
Mons. Di Cristina, come ho accennato poc'anzi, ci ha invitato a donare
noi stessi agli altri, a
non aver paura di "spezzarci"; O. Wilde diceva "felice il cuore che si
può spezzare.... altrimenti un uomo può trovare la via che lo allontana
dal peccato, non altrimenti che attraverso un cuore spezzato, Cristo può
entrare in lui"
La serata si è conclusa con una ventata di gioia, creata dalla voce e
dalla chitarra di un sacerdote toscano, che ci ha coinvolti in una
festa... alla ricerca della felicità, quella vera che ci porta ad amare
la nostra vita, in tutte le sue sfumature, anche quelle più nere.
Che dire??? é stata davvero una bellissima serata .... tra amici....
Francesca Ortoleva
Vicariato di
Monreale
Esplode a Monreale il fervore e la gioia di tantissimi giovani. La sera
del 6 Marzo 2007 i giovani del Vicariato di Monreale si sono incontrati
per far festa insieme al loro Vescovo S.E. Mons. Salvatore Di Cristina.
Dopo Carini e Partinico anche a Monreale si è acceso il fuoco che ha
infiammato più di 300 giovani che hanno partecipato all’incontro-festa
diocesano pensato e organizzato dal servizio di Pastorale Giovanile.
L’accoglienza festosa dei ragazzi, il saluto di S.E. Mons. Salvatore Di
Cristina, la benedizione del fuoco e la marcia luminosa verso la sala
della Pace hanno inaugurato una straordinaria serata capace di
ri-accendere il sorriso e la gioia in tantissimi giovani.
Tanti giovani, espressione viva dell’Azione Cattolica, del Rinnovamento
nello Spirito Santo, del movimento Neocatecumenale, della Gioventù
Francescana e di tanti altri movimenti e associazioni, hanno cantato
all’unisono la gioia di far festa tutti insieme come grande famiglia
diocesana sotto la guida del loro Vescovo Salvatore Di Cristina;
ri-unirsi tutti insieme per essere il popolo dei figli di Dio, e vivere,
testimoniare ed annunziare al mondo intero una sola Fede, ciascuno con i
propri doni ricevuti dallo Spirito Santo, per formare un solo Corpo e un
solo Spirito in Gesù Cristo nostro Signore. Così S.E. il Vescovo ha
esortato i giovani e li ha invitati a proclamare senza riserve le
straordinarie meraviglie che il Padre ha realizzato, realizza e
realizzerà nelle loro vite.
Il servizio di Pastorale Giovanile con la promozione di momenti di festa
e fraternità intende proprio ri-svegliare nell’animo di ogni giovane
l’identità cristiana, fervente nel vivere la gioia di essere giovane e
gridarlo al mondo intero.
L’incontro-festa costituisce solo l’inizio di un lungo cammino che
porterà i giovani della nostra Diocesi Monrealese a vivere meravigliose
esperienze insieme; tra le quali la giornata GIOVANINMARCIA dell’ 1
maggio a Camporeale, l’estate prossima a Loreto con tutti i giovani
d’Italia e la presenza di Sua Santità Papa Benedetto XVI e la GMG a
Sidney nel 2008.
Vi aspettiamo numerosi e ferventi nello Spirito. Non perdete queste
occasioni preziose! Non rischiate di non far accendere il fuoco nelle
vostre vite!
Annastella Sangiuseppe
Vicariati di Bisacquino - Corleone
Il 27 marzo scorso, Corleone ha ospitato il Giovaninfesta, cui hanno
partecipato anche i giovani della vicaria di Bisacquino. Tutti insieme,
siamo partiti dalla Villa Comunale e, attraversando "impavidi" il paese,
abbiamo illuminato con le nostre fiaccole e riscaldato con le nostre
voci una sera di marzo davvero fredda. Arrivati al salone Papa Giovanni
XXIII, dopo aver ascoltato il messaggio lasciatoci dal nostro vescovo
(assente perché impegnato nella visita ad limina a Roma), abbiamo dato
inizio alla vera festa. Così, cantando e ballando sulle note del
cantautore Marco Bonini, intervallate dai simpatici sketch del suo amico
prestigiatore Stefano, la serata è trascorsa molto velocemente. Il
risultato sarebbe stato migliore se i giovani fossero stati un po’ di
più, ma la speranza non è l'ultima a morire! Adesso stiamo lavorando per
portare quanti più giovani al Giovaninmarcia del 1 maggio: la volontà
c'è tutta! "Ci impegneremo anima e corpo" - direbbe suor Maria Grazia,
la nostra responsabile diocesana - per svegliare dal torpore della
monotonia i giovani corleonesi, attraverso la riscoperta della gioia
dell’incontro con Cristo Risorto.
Elisabetta e Biagio
Vicariato di San Giuseppe Jato
La croce dei giovani dopo esser stata in tutti i paesi della nostra
diocesi e aver suscitato tanti ricordi legati alle giornate mondiali
della gioventù ed al Santo Padre Giovanni Paolo II, lunedì 26 marzo è
stata consegnata dai giovani di San Giuseppe Jato ai giovani di
Camporeale, paese in cui si svolgerà il prossimo Giovaniinmarcia.
Ancora una volta sulle note dell’inno della GMG 2000 i giovani presenti
hanno espresso il loro amore alla Chiesa di Monreale cantando “Siamo qui
sotto la stessa luce, sotto la sua Croce, cantando ad una voce
Emmanuel....”
La croce adorata il venerdì santo, espressione di salvezza e d’amore,
simbolo della vittoria della vita sulla morte è stata vissuta durante il
suo passare in questi mesi tra i giovani della nostra diocesi come
l’espressione autentica del loro essere Cristiani nel mondo. Sguardi,
pensieri, lacrime, sorrisi, carezze tanto è racchiuso in questo legno
della croce, speranze e attese ad essa sono state donate. Con
l’accensione del fuoco e così delle candele che ogni giovane teneva in
mano si è dato inizio ad un corteo per le vie di Camporeale. La
testimonianza di don Leo Pasqua ed il concerto festa finale sono stati
seguiti con tanto entusiasmo.
Con la certezza che il mattino di Pasqua passa per il venerdì santo,
“Cristo Risorto al centro della nostra vita” sarà il tema dell’ormai
prossimo Giovaninmarcia e l’incontro di Camporeale è servito per
riaccendere nel cuore e nella mente quell’energia e quell’entusiasmo
propri di coloro che sono stati definiti “sentinelle del mattino”, “
sale e luce del mondo”. Con nel cuore Filaga- Prizzi e la presenza dell’
Arcivescovo Mons. Cataldo Naro, ci apprestiamo a vivere un’ altra
intensa giornata.
Giovanna Parrino