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FEBBRAIO
MARZO
2004

 
 Ecco i giorni della Penitenza
di don A. Dolce

Dagli Uffici Di di Curia

Istituto di Scienze religiose

Inserto di Approfondimento:
Messaggio per la Quaresima 2004
di S.E. Mons. Naro

 Vita della Diocesi

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 





























































































 

 

 






















































































Ecco i giorni della Penitenza 
di don Antonino Dolce

Tra i tanti testi della liturgia quaresimale desidero proporne due che mi sembrano molto significativi per capire il senso dei quaranta giorni di preparazione alle celebrazioni pasquali: l’ antifona dell’ora terza e la prima strofe dell’inno dell’ufficio delle letture. L’antifona così si esprime: 
“Ecco i giorni della penitenza, 
tempo di perdono e di salvezza”. 
In queste parole c’è un invito a vivere la Quaresima come “momento favorevole” per la conversione individuale e comunitaria. L’inno proietta l’orante verso la Pasqua, esortandolo a mettersi alla sequela di Cristo e questo tempo di “rinnovamento spirituale” lo indica come un cammino per l’ “esodo” di “liberazione dai fermenti del peccato”: “Protesi alla gioia pasquale, sulle orme di Cristo Signore, seguiamo l’austero cammino della santa Quaresima”.
Il credente che compie questo cammino medita gli eventi di salvezza che Dio ha operato per i padri ed è certo che ancora oggi Dio continua ad operare “cose prodigiose”. 
I fatti salvifici del primo testamento sono “tipi” che preannunziano le realtà dei tempi nuovi (cfr 1Cor 10,12). Per questo motivo le domeniche di quaresima e soprattutto la veglia pasquale, “madre di tutte le veglie”, come la chiama S. Agostino, ripropongono la storia della salvezza, dalla creazione alla promessa ad Abramo, alla liberazione dall’ Egitto, sino alla creazione nuova e definitiva inaugurata dal Risorto. 
Questo itinerario, nel giro di tre anni, la liturgia lo presenta sotto tre aspetti: 
battesimale nell’anno “A”, 
cristologico nell’anno “B”, 
penitenziale nell’anno “C”. 
Quest’anno è il terzo ciclo e quindi le domeniche di Quaresima offrono, con la guida dell’ evangelista Luca, una catechesi per un itinerario di conversione in cui il credente è condotto, quasi per mano, attraverso le diverse tappe alla maniera di un pellegrino che per raggiungere la meta si sposta da un luogo all’altro.
Il deserto, luogo della prova e della tentazione. Da qui inizia il cammino dell’esodo, ma soltanto dopo avere preso coscienza che solo Dio è il Signore e solo dinanzi a lui bisogna prostrarsi in adorazione (cfr Lc 4,9). Il monte, luogo biblico della teofania. Qui il discepolo fa l’esperienza di Dio attraverso l’incontro col Figlio sul cui volto risplende la stessa gloria del Padre (Lc 9,28b-36). Il campo, luogo in cui si sperimenta la pazienza di Dio, ma nello stesso tempo si prende consapevolezza dell’ urgenza di produrre i frutti che Dio attende (cfr Lc 13,1-9). La casa, luogo dell’intimità, dove si assapora la gioia del ritorno e la tenerezza del Padre dopo essere stati “in un paese lontano... a pascolare i porci”(Lc 15,11-32). Il tempio. Nell’antica alleanza, luogo privilegiato dell’incontro tra Dio il suo popolo. Qui Gesù svolge il suo ministero, ma lui stesso è il nuovo tempio in cui il peccatore viene riconciliato con il Padre. Lui solo è in grado di dire: “Va in pace e non peccare più” (Gv 8,11). Gerusalemme, la città santa che non conosce ciò che manca alla sua pace (cfr Lc 19,42). Gesù vi fa il suo ingresso tra la folla che acclama: “Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore” (Lc 19,38). Qui Gesù arriva per dare compimento alla volontà del Padre e, “quale martire, testimone innocente della parola di Dio”, servo, dona la vita per la salvezza del mondo; profeta è condannato dagli uomini, ma esaltato da Dio.La tomba vuota dalla quale parte l’ annunzio: “Non è qui, è risuscitato”.
Queste parole per colui che ha percorso l’itinerario di conversione si traducono in quella esortazione dell’apostolo Paolo ai Romani: “Consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù” (Rm 6,11). Quale sostegno per chi intraprende il cammino quaresimale ? La preghiera che è dialogo con Dio e soprattutto, come la definisce S.Giovanni Crisostomo, “desiderio di Dio”.
Il digiuno che non è solo astinenza dai cibi, “ma anche e soprattutto dai peccati” (S. Leone Magno). L’elemosina “la quale sotto il nome unico di ‘misericordia’ abbraccia molte opere buone” (S. Leone Magno). Ben a proposito, il Santo Padre, nel suo messaggio quaresimale invita a “diventare piccoli e accogliere i piccoli” perché “solo chi si fa piccolo è in grado di accogliere con amore i fratelli più piccoli”. Molto significative, al riguardo, anche le parole del nostro Arcivescovo che come impegno quaresimale propone alla Chiesa diocesana il perdono dei nemici: “Solo lo Spirito del Signore può renderci capaci di un amore che non tiene conto delle offese ricevute. Solo facendolo agire nel nostro cuore senza opporre resistenza potremo liberarci da ogni risentimento e gustare la gioia del perdono”.